Una Storia Nonviolenta - Corpi Civili di Pace

20-01-2017

“[…] Concludendo questo breve rapporto, penso che la Comunità Europea potrebbe e dovrebbe agevolmente fare qualcosa per dare concreta continuità ad iniziative come questa Carovana di Pace […]. Perché non impegnare un “Corpo Civile di Pace” in Jugoslavia, per continuare a tessere fili di dialogo e solidarietà, […] perché non sostenere il lavoro di pace che simili organizzazioni non governative possono proficuamente svolgere?”

 

Così parlava l’europarlamentare Verde, Alex Langer a una seduta del parlamento in Lussemburgo nel 1991 (poi ripresa in un suo documento del 1995), dopo aver partecipato con altri parlamentare e numerosissimi membri della società civile alla Carovana della Pace che, partendo da Trieste, ha attraversato i Balcani e si è conclusa a Sarajevo.

 

Da quando Pietro Pinna si rifiutò, nel 1948, di rispondere alla chiamata del servizio militare obbligatorio, il pacifismo italiano aveva compiuto molta strada: già da tempo si parlava di obiezione di coscienza e dal 1950 di servizio civile, che affianchi il servizio militare, divenuto realtà però solo nel 1972, quando una sentenza della Corte Costituzionale riconobbe la differenza tra la “sacra difesa della patria” (stabilita nell’art. 52 della Costituzione) e la mera difesa militare, legittimando in questo modo una forma di difesa civile, non armata e nonviolenta. Proprio questo propone la campagna “Un’altra difesa è possibile”: una legge che istituisca e regoli la difesa civile, non armata e nonviolenta.

 

Ma già dagli anni ’90, quando interventi di “peacekeeping” seminavano bombe pubblicizzando la pace, esistevano già forme di intervento della società civile, dall’esperienza dei Volontari di Pace nella guerra del Golfo all’Ambasciata di Pace di Pristina.

 

Nel 1998, nell’ambito della riforma della legge sull’obiezione di coscienza era stato istituito un Comitato di difesa civile non armata e non violenta, che ha terminato il suo lavoro nel 2011.

È del 2013 la legge che promuove la sperimentazione dei Corpi Civili di Pace per il triennio 2014-2016, e ora a termine 2016 è uscito il bando ufficiale per le selezioni al programma.

L’idea dei Corpi Civili di Pace, portata avanti con orgoglio da numerosi soggetti della società civile e promossa in parlamento dall’intergruppo “Parlamentari per la Pace” è quella di promuovere la ricerca di una soluzione ai conflitti alternativa all’uso della violenza militare, attraverso l’impegno di pace dei giovani.

 

 

“Mentre il terrorismo acuisce la difesa violenta dei potenti, le azioni dirette nonviolente creano nei potenti uno stato di disagio e di inferiorità.” (A. Capitini)

 

                      

 

ASPEm cerca due volontari che operino nell'ambito del progetto "Sostegno alle popolazioni indigene del Perù nella gestione e prevenzione dei conflitti ambientali". Il progetto si svolgerà a Quishque, comunità rurale nella regione di Apurimac. Durante gli anni di governo di Alberto Fujimori, in tutto il Perù è stata implementata e agevolata l'estrazione mineraria, causando grossi danni ambientali. Questo è avvenuto anche a Quishque, per mano della Southern Peru Coper Corporation. Il caso è stato posto alla Corte Interamericana dei Diritti Umani, che, dieci anni più tardi ne ha decretato l'ammissibilità.

Ma l'industria mineraria non è ferma, e le comunità che fanno valere il proprio diritto di protesta contro scelte imposte dall'alto vengono condannate e criminalizzate da stampa e governo. Il partner locale di ASPEm, APRODEH, sostiene e rafforza i fronti che legittimamente si oppongono a scelte non condivise, e ha stabilito importanti legami con la comunità di Quishque e i suoi rappresentanti.

 

I conflitti che si verificano in queste zone non sono tra comunità, ma, per diversi fattori, avvengono anche tra comunità e all'interno della comunità e hanno risvolti come la detenzione preventiva forzata, assalti, ricatti... L'obiettivo del progetto è prendere la difesa legale dei leader delle comunità criminalizzati e sviluppare una campagna a sostgno del diritto di protesta, presentare agende riguardo la violazione di diritti nell'attività estrattiva e la documentazione dei conflitti.

Qui potete trovare la scheda del progetto.

Le candidature vanno presentate ad ASPEm entro e non oltre le 14 di venerdì 10 febbraio. Qui le modalità.

 

 

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